Con molta pazienza e tanta pratica si impara la guida del sidecar, un veicolo asimmetrico. Il termine vuol dire che le sue ruote posteriori non sono in asse; l'insieme è una massa inerte ma, se ben equilibrato, permette di rendere al meglio. Un po' di tecnica, comunque, bisogna apprenderla.
Prima di partire controllare bene lo stato dei dispositivi elettrici di illuminazione e segnalazione; è importante per essere visti meglio dagli altri perché la moto ha un solo faro per una larghezza equivalente ad una vettura.
Bisogna guardare lontano ... la guida del sidecar necessita di vedere più avanti del tratto di strada che si percorre per non trovarsi in difficoltà all'ultimo momento.
La velocità di crociera deve essere adeguata al traffico; frenare all'ultimo momento può avere cattive conseguenze. Se il carrozzino non è frenato adeguatamente non si può correggere la deviazione a sinistra del mezzo, a meno che non si mollino i freni e si lavori di gas spalancandolo per riportare il sidecar sulla traiettoria iniziale. Ma siamo in grado di fare tutto ciò nel tempo a disposizione?
Se la ruota del carrozzino è frenata adeguatamente ( la pressione sul freno deve essere dosata da un ripartitore di pressione dell'olio) questo non succede.
Le curve ! ! !
Il sidecar necessita della rotazione del manubrio in funzione del raggio di curvatura della traiettoria scelta quale sia la velocità dell'insieme e fintanto che la ruota del carrozzino resta a contatto dell'asfalto.
Se il side si alza, si ci trova su una moto che si inclina a sinistra su una curva a destra; una sensazione molto bizzarra ma con un buon apprendistato è una situazione che si controlla facilmente.
In una sterzata a medio raggio, l'angolo di rotazione del manubrio è maggiore se si gira a sinistra piuttosto che a destra. Questo perché durante una sterzata a destra la ruota davanti della moto, che è esterna alla curva, descrive un raggio di curva più ampio rispetto alla ruota del carrozzino. Quando si gira a sinistra avviene, invece, l'inverso con la conseguenza di una maggiore rotazione del manubrio.
LA FORZA CENTRIFUGA
Il sidecar è poco carico e meno pesante rispetto all'insieme moto più conduttore; il centro di gravità dell'insieme (moto più carrozzino) è più vicino alla moto.
Nelle curve a sinistra la forza centrifuga applicata dal sidecar al suolo tende a scaricare la ruota posteriore della moto creando su un terreno viscido una mancanza di aderenza cioè meno grip. Su strada asciutta il conduttore può sterzare a sinistra senza rischi salvo, al limite, di fare alzare la ruota posteriore della moto con la conseguenza di fare strisciare il muso del carrozzino per terra.
Nelle curve a destra, invece, la forza centrifuga che tende a portare verso l'esterno, può fare sollevare il side fino a portarlo al ribaltamento verso l'esterno.
Il vero problema che incontra un sidecarista all'inizio e che si sente insicuro, non osa girare per continuare la curva e quello che è peggio tira dritto o gira a sinistra; la maggior percentuale di incidenti succede in questa situazione.
Per questo motivo è consigliabile ad un conduttore debuttante di prendere confidenza del proprio mezzo in una piazza spaziosa, magari di un supermercato, disponendo dei birilli per effettuare degli slalom in modo da prendere confidenza con la larghezza ma anche per sentire la differenza nel fare le curve e capire che nell'eventuale stacco della ruota del carrozzino da terra non bisogna farsi prendere dal panico ma continuare la curva dosando l'acceleratore.
Cercare di fare tutto per buttare giù la ruota non fa che peggiorare la direzione che si è imposta.
In seguito, su strada, magari con una zavorra nel side, fare brevi tragitti ma ripetuti più volte; se avete vicino un amico sidecarista tanto meglio, una stage insieme a lui è la soluzione migliore.
Copyright © by sidecaristisicilia.org Tutti i diritti riservati.